DOCENTI “FUORI SEDE” TORNANO A CASA CON ULMSCUOLA

Nonostante le migliaia di insegnanti che lo scorso 12 novembre 2018 hanno aderito al primo sciopero nazionale proclamato esclusivamente per i docenti “fuori sede” dalla ULMScuola il Governo ha preferito snobbare le istanze di circa 30.000 famiglie meridionali, siglando con le OO.SS rappresentative il nuovo CCNI sulla mobilità, le cui regole varranno fino al 2021/2022 e che stabilisce una misera aliquota del 31,66% su base triennale per la mobilità interprovinciale.

Insomma, tanto rumore per nulla!

Come se non bastasse la prossima regionalizzazione dei ruoli che determinerà, così come intendono le regioni del nord, la fine della mobilità interregionale. Migliaia di docenti rischiano di non poter tornare mai più al Sud, dopo essere stati destinati a scuole lontane centinaia se non migliaia di chilometri dalla “buona scuola”.
Per questo motivo ULMScuola ha deciso di patrocinare un unico ricorso, proprio per riportare a casa i docenti fuori sede, uno a uno se necessario, tribunale per tribunale. Già diversi giudici hanno accolto totalmente la tesi difensiva del nostro Ufficio Legale che chiedeva la mobilità sul 100% delle disponibilità, ordinando il trasferimento dei nostri iscritti su uno dei posti disponibili al termine delle operazioni di mobilità.
Tutti i docenti fuori sede, siano essi esiliati o immobilizzati dalla legge 107/2015, che hanno prodotto domanda di mobilità per gli aa.ss. 2017/2018 e 2018/2019 possono partecipare al ricorso per concorrere sui circa 26.000 posti residuati in entrambe le mobilità su tutte le classi di concorso e in ogni ordine e grado.
La ULMScuola, per venire incontro alle esigenze di docenti già molto provati economicamente, ha lanciato un’innovativa campagna di crowdfunding: l’obiettivo è raggiungere almeno 850 ricorrenti per limitare a soli € 250 il costo del ricorso individuale.
Adesso tocca a te, cambiare il tuo destino, sostenendo la causa dei #docentimeridionalifuorisede.
Per pre-aderire al ricorso CLICCA QUI!